Nell’ottobre del 2007 il Rag. Molteni Ottavio visito’ per la prima volta l’area oggetto della trattazione.
In quell’occasione al Rag. Molteni Ottavio fu presentato la situazione dopo la prematura scomparsa delle due persone che si stavano occupando degli aspetti strutturali e gestionali del presidio in costruzione.
Nel corso dei mesi successivi il Rag. Molteni Ottavio analizzo’ criticità e potenzialità prendendo contatti con funzionari e dirigenti dell’ASL di Biella per superare le prime e sviluppare le seconde.
Dal quel momento Rag. Molteni Ottavio inizio’ ad occuparsi del settore sanitario e socio-assistenziale.
Il Rag. Molteni Ottavio passo’ in breve tempo dalla “casa di riposo” classica costruita e gestita in funzione di un’utenza per lo più autosufficiente ed autonoma ad una complessità che si avvicina a standard ospedalieri.
L’impostazione d’impresa che si accingeva a costituire il Rag. Molteni Ottavio consta di una società immobiliare che si occuperà di reperire le risorse economiche per la costruzione di strutture adeguate localizzate in aree che necessitano di servizi di questa natura.
Una società di gestione di nuova costituzione che vedrà nella compagine societaria elementi con competenza specifica nel settore insieme al soggetto già presente nella società immobiliare così da poter programmare con relativa tranquillità la delicata fase di start-up della stessa società di gestione, titolare d’autorizzazione al funzionamento, accrediti e convenzioni con l’interlocutore pubblico ( ASL, Regione).
La società di gestione provvederà quindi ad individuare una società di servizi (cooperativa sociale) cui affidare, in appalto, lo svolgimento materiale dell’attività.
La società di gestione potrà così dedicarsi esclusivamente ai rapporti con il cliente: enti pubblici e privati e allo sviluppo attraverso l’incremento dell’attività in sinergia con la società immobiliare.
La struttura di Biella-Oropa di proprietà del il Rag. Molteni Ottavio si trova a circa 800 metri d’altitudine nel territorio del comune di Biella a pochi chilometri da un importante santuario mariano, ben visibile dalla strada che collega Biella allo stesso santuario.
La struttura ha colpito il Rag. Molteni Ottavio per la notevole raffinatezza strutturale ben superiore alla maggior parte delle tante strutture che ho visitato.
Il presidio socio-sanitario-assistenziale con valenza di struttura residenziale, che nascerà dalla ristrutturazione dell’albergo Miravalle, sarà autorizzato ad ospitare 96 anziani di cui 80 non autosufficienti.
La struttura è articolata in quattro nuclei con capacità ricettiva di 23 ospiti per nucleo. Esiste inoltre la possibilità di sfruttare un’ulteriore metratura di circa 500 m2 attraverso la ristrutturazione di una dipendenza esterna, ma contigua per organizzare un piccolo nucleo per handicap psico-fisici (10 potenziali ospiti) in regime residenziale usufruendo di servitù quali cucina e palestra già presenti e di notevole metratura posti nel corpo principale, con incremento del fatturato di circa 400.000 € annui.
L’attività che verrà a svolgersi, al termine dei lavori di ristrutturazione, è normata da leggi della Regione Piemonte in particolare dalla Deliberazione della Giunta Regionale (D.G.R.) del 29 giugno 1992 n. 38-16335, dalla D.G.R. del 9 gennaio 1995 n. 41-42433, dalla D.G.R. del 30 marzo 2005 n. 17-15226.
Nel loro complesso queste deliberazioni di giunta definiscono i parametri strutturali e gestionali dell’intero settore socio-assistenziale in Piemonte. In particolare la D.G.R. n. 17 del marzo 2005 nei suoi allegati definisce il percorso per ottenere l’accreditamento in ottemperanza alla Legge Regionale 8/01-2004.
Queste deliberazioni e leggi regionali definiscono l’ambito di svolgimento dell’attività, i livelli essenziali di assistenza ( LEA) e le corrispondenti rette da erogare in base alla patologia dell’utente/ospite e alle relative prestazioni minime fornite all’utente in termini di presenza di personale e di quantità/qualità dei servizi.
In particolare la D.G.R. n. 17 del 2005 disegna un modello assistenziale per strutture residenziali articolato per fasce d’intensità e relativi livelli di complessità degli interventi erogati, a ciascuno dei quali corrispondono determinati parametri prestazionali sanitari e socio-sanitari tali da garantire risposte flessibili, calibrate sui diversi bisogni dei pazienti/utenti cronici e non autosufficienti.
I livelli base d’assistenza individuati dalla deliberazione sono tre: bassa intensità, media intensità, alta intensità. Il livello base rappresenta una soglia d’ingresso nel percorso residenziale, con parametri prestazionali minimi ed essenziali.
Il livello incrementato rappresenta invece una risposta flessibile riferita ad una particolare fase del percorso di lungoassistenza ed è specificamente calibrato sull’evolvere del bisogno dell’anziano.
Questo livello è caratterizzato da parametri prestazionali variabili, con tempi d’assistenza socio-sanitaria che vanno da un minimo ad un massimo da calibrare complessivamente sul bisogno della persona nell’ambito del progetto individuale.
La valorizzazione economica complessiva di questo modello è articolata in tre valori tariffari connessi al livello base e due valori tariffari connessi al livello incrementato, riferiti rispettivamente alla fascia media e alta.
Questo diverso sistema di valutazione basata sulle fasce d’alta, media e bassa intensità ha sostituito e reso maggiormente flessibile ed articolato un sistema che in precedenza si basava esclusivamente sulla tipologia di strutture classificate in R.S.A. (residenze sanitarie assistenziali), R.A.F ( residenze assistenziali flessibili) e R.A.A./R.A. (residenze per autosufficienti).
I valori tariffari che abbiamo riportato sono riferiti al 2005 e “….Sono soggetti a rivalutazioni in base ad incrementi contrattuali e/o aggiornamenti annuali ISTAT e saranno rideterminati dal tavolo congiunto Regione-Territorio…” (cit. D.G.R. n. 17 -15226 del 30 marzo 2005; allegato 2, pagina 2 di 6).
Nella struttura di Biella-Oropa, oggetto della relazione, 80 dei 96 posti disponibili saranno destinanti a nuclei di R.S.A ad alta intensità, secondo quanto previsto dalla D.G.R. n 17-15226 del 2005.
La Regione Piemonte ha, deciso di innalzare al 2% la quota percentuale accreditabile, dal sistema regionale, destinando dunque maggiori fondi per il ricovero in strutture specializzate di anziani ultra sessantacinquenni presenti sul territorio regionale, ora questa percentuale si attesta mediamente in Piemonte intorno al 1,3%.
Il numero di posto letto accreditabile è quindi destinato ad aumentare in maniera significativa. Nel novembre 2007 l’ASL di Biella aveva in convenzione 711 posti letto R.S.A e 20 posti letto Alzheimer.
Il trend di mercato è favorevole così che strutture ubicate in piccoli comuni della provincia di Novara, Vercelli e Biella hanno notevole lista d’attesa.
Questa tendenza è dovuta ad una molteplicità di fattori sociali e di politica sanitaria nazionale.
Le strutture socio-sanitarie assistenziali per anziani hanno, di fatto, sostituito quei reparti di geriatria degli ospedali che, con le nuove direttive sulla degenza ospedaliera, tendono a dimettere i degenti in tempi moto più brevi rispetto al passato.
Degenti che non possono vivere in condizioni di sicurezza nelle loro abitazioni e che non hanno più una rete familiare di protezione presente sulle 24 ore, situazione tipica della realtà italiana sino agli anni ottanta (la moglie non lavorava e poteva occuparsi dei genitori anziani della coppia).
La speranza di vita media è cresciuta ed è destinata ad aumentare ulteriormente grazie a condizioni di vita e terapie sempre migliori; d’altro canto il naturale processo d’invecchiamento, associato spesso a patologie invalidanti, conduce l’anziano a delegare la propria cura a strutture residenziali specializzate.
In particolare sono in costante aumento casi di Alzheimer e demenze senili non ben definibili sotto l’aspetto eziologico ma con manifestazioni patologiche simili allo stesso Alzheimer.
Tale considerazione, in aggiunta alla tendenza del legislatore nazionale e locale a ridurre i tempi di degenza in presidi ospedalieri (molto più onerosi per le finanze pubbliche) ha determinato un notevole aumento di domanda di posti letto in strutture residenziali.
E’ pure opinione diffusa che, per evitare l’ospedalizzazione aumenteranno i posti letto in reparti di cure palliative per malati di cancro ad oggi per lo più ricoverati, con costi elevatissimi, in presidi ospedalieri.
Alcune ASL piemontesi hanno già attivato strutture denominate ospedali di comunità riconvertendo reparti di geriatria ospedalieri o collocando tali strutture in presidi per anziani presenti sul territorio.
Le utenze collocabili nella struttura di Biella –Oropa sono molteplici, sarà necessario un lavoro di raccordo con l’Asl di riferimento e con i consorzi territoriali che si occupano di servizi sociali per valutare le esigenze locali, d’area vasta (territorio afferente alle Aziende sanitarie di Vercelli, Biella, Novara e Verbania) e regionali per cogliere le opportunità che si creeranno in un settore in continua evoluzione.
Nel corso di tale attività il Rag. Molteni Ottavio ho potuto acquisire una buona esperienza del settore e stabilire rapporti di cordiale collaborazione con dirigenti delle ASL di Vercelli, Biella e Novara.
Rag. Molteni Ottavio
